Chi è Curly Noir?

Hi Curly Babe,
Sono Laila (che si pronuncia Leila però 😉 )
Benvenuta nel mio mondo: questo è uno spazio dedicato a noi ragazze dalle chiome ricce, di seconda generazione, italiane, nere, mulatte, bianche.

Voglio portarti con me, per mano, attraverso un percorso che ho deciso di intraprendere, molto importante.

Ma di cosa si tratta?

Si tratta di una storia che inizia da me stessa, quindi se vogliamo dire, che nasce come “personale”, ma che si estende molto di più:

QUESTA È UNA STORIA SOCIALE

È una storia che parte da io che mi guardo allo specchio e che per anni non riesco ad accettarmi con i miei ricci, non li sopporto, li odio. Mi guardo allo specchio, e tutto ciò che vorrei, è essere come le mie amiche italiane, avere i capelli lisci e setosi, senza volumi, facili da pettinare e da acconciare.

Fonte: pinterest.uk

È una storia che parte da uno specchio in camera mia, e che ti porta nel Rif del Marocco del Nord, dove le donne hanno la pelle bianca che profuma di mare, e le spalle pesanti, che reggono da sole i carichi di una famiglia intera, e che si spostano dal Nador a Melilla, dall’alba al tramonto di ogni giorno, per portare da mangiare a chi è rimasto a casa.

Una storia che percorre le montagne dell’Atlas, che attraversano la Provincia di Khenifra, terra natale di mia madre. Le donne qui cantano in tamazigh, la lingua dei berberi, ballano con i loro ornamenti che si scontrano tra loro e producono un suono piacevole; le donne qui hanno il viso decorato di tatuaggi, quei simboli sulla fronte di mia nonna di cui non ho mai capito il significato.

Fonte: pinterest.fr

Una storia che scende fino al mio cuore pulsante, la mia terra rossa, Marrakech. Qui i profumi delle spezie, i colori delle stoffe, la musica dei gnawa, risalgono dalla piazza del souk, insieme al fumo delle salsicce arrostite, sopra le griglie ardenti.

Una storia che arriva fino alle dune di sabbia del deserto del Sahara, se chiudo gli occhi io posso sentire: il profumo del tè alla menta che ogni saharawi ti offrirà per accoglierti, il nostro rito papi, perché atay non può mancare quando siamo io e te.

Questa è una storia di riscoperta di qualcosa che dentro di me c’è sempre stato, ma che per un motivo o per l’altro è rimasto lì, in fondo, nascosto. Insieme a questo “qualcosa”, ho tenuto mascherati e camuffati anche i miei capelli, ricci, folti, esplosivi.

Nella vita di una riccia arriva un momento in cui vuole vedersi e piacersi con i propri capelli naturali,
ed è lì che il tuo qualcosa riemerge con loro.

Per me il mio qualcosa è fatto di cultura, radici, un mix di passato e presente, di quello che ho ereditato dai miei genitori e di quello che io ho creato oggi.

Quando ho iniziato a non volermi più nascondere dietro l’effetto ordinato di una piastra, ho iniziato a percorrere un cammino che è andato ben oltre l’aspetto dei miei capelli, è un percorso interiore in cui sto liberando ciò che per anni ho rinnegato, in maniera consapevole e non.

Io mi sono accorta che in questo frammento di vita la mia storia è la stessa che vivono donne come me, e che vivranno bambine e ragazze come me.

Ed è stato qui che ho pensato: 

perché non condividere quello che ho imparato? 

Per dare più fiducia a quelle persone che oggi si guardano allo specchio, come ho fatto io per anni, ma non si piacciono.

Vorrebbero essere nate diverse

Vorrebbero non dover lottare contro quei nodi e quel volume.

Non posso convincerti del fatto che stirare i tuoi capelli è come eliminare una parte di te, culturale ed estetica, ma posso mostrarti quanto è semplice iniziare, con un passo alla volta, ad amarsi di più.

Sarai tu stessa a voler più ricorrere a piastra e stirature. 

Sarai tu stessa a ricercare nei tuoi capelli la tua unicità.

In questo spazio voglio darti delle tips pratiche su come gestire i tuoi ricci, come valorizzarli, e renderli qualcosa di straordinario, qualcosa di cui essere fiera.

Questa è la mia missione

Perché non ci siano più ricce che non amano i propri capelli: perché quando scopri la tua natura, scopri te stessa nella versione più vera che hai.

Laila

#BECURLYISCOOL

p.s: “Riccia? Hai trovato il posto giusto!“.

Non perderti i video del mio canale Youtube, qui potrai seguirmi in una veste un po’ più “dinamica” e frontale, e sarò ben contenta di rispondere alle tue domande, raccogliere belle parole, emozioni e pensieri.

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Un commento

  1. Stefano

    Hey Laila! Non sono proprio il tuo pubblico ideale ma volevo solo augurarti buona fortuna in questo viaggio che hai intrapreso, tieni duro e non mollare a metà strada! Scrivi molto bene e benché non sia ne riccio ne donna ho letto con interesse il tuo post! In bocca al lupo!

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